lunedì 13 maggio 2019

VERO SENTIRE

- Oggi l’hai sentito?!
- Sì.
- Ti ha chiamato?
- No.
- Allora ti ha mandato un messaggio...?!
- Nemmeno.
- Non capisco.
- Eppure non è complicato, sai?! Oggi l’ho “sentito” senza parole e senza voce. Succede. È regalare spazio al pensiero. Ed è meraviglioso. Domandarsi chissàcomesta o cosastafacendo... senza domandare. Immaginare la sua vita che scorre... parallela. Sperare che vada tutto bene e sapere per certo che, per qualunque cosa di bello-brutto che sia, io sono qui e lui... anche. Concedersi il tempo della mancanza. Evitare conversazioni di circostanza o messaggi di forma che servono solo a colmare vuoti. Scoprire che il VERO SENTIRE è privilegio di pochi, gioco sottile di libertà e giusta distanza...
- Cazzate. Io se amo qualcuno lo voglio sentire tutti i giorni.
- Io lo sento tutti i giorni.
- Non fare finta di non capire...
- Io capisco. Pensa... a me, a volte, capita di sentirlo di più quando non lo sento davvero. E ho la sua voce nell’orecchio e le sue mani addosso... Mi piace pensare a tutta la vita che ci racconteremo e a tutti i pensieri che potremo condividere.
- Ma, cavoli, non ti manca?!
- Sì. Mi capita quando “sento” che non lo sento. A volte succede, sai... Allora ho un po’ paura. Però passa. È umano.
- Io non sarei capace...
- Nemmeno io, forse, sarei capace di amarlo... se non così.

domenica 21 aprile 2019

OCTAVIO PAZ moriva 20 APRILE 1998

Due corpi
Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte due onde
e la notte è oceano.

Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte due pietre
e la notte deserto.

Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte radici
nella notte intrecciate.

Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte coltelli
e la notte lampo.

mercoledì 17 aprile 2019

MI DETESTO

Mi detesto. Detesto il modo in cui parlo, la mia mimica facciale che non mi permette di nascondere niente, non lascia spazio a libere interpretazioni. Il modo in cui mi muovo e il modo in cui rimango inerme di fronte a troppe situazioni. Detesto la facilità con cui perdo il controllo, con cui alzo la voce. Odio la severità con cui mi tratto e la permissività che concedo a chiunque, odio imporre a me stessa di non raccontarmi per poi cedere, farlo, e pentirmene un secondo dopo. Odio il fatto stesso che mi pento di ogni cosa; di essermi scusata, di non averlo fatto, di aver concesso una seconda, terza e quarta occasione o di non aver concesso nemmeno la prima.
Odio la mia eterna indecisione, il mio terrore costante di disturbare. Detesto lavorare su tutto questo, svegliarmi diversa, e detestare anche la nuova me, ogni volta. E più di tutto mi detesto per il fatto stesso di detestarmi.

ESPRIMETE COSA SENTITE

Esprimete ciò che sentite, non abbiate paura delle conseguenze, perché il tempo non fa sconti a nessuno. Amate, odiate, buttatevi a capofitto in ogni cosa vi dia emozioni forti. Le persone sono lo spettacolo più bello al mondo. E non si paga il biglietto.
-Charles Bukowski-

A CHI GIOISCE DELL’INCENDIO DI NOTRE DAME 16 / 04/ 2019

Le cattedrali, specialmente quelle gotiche, sono chiamate “libri parlanti” poiché, con la capillare presenza iconografica sotto forma di bassorilievi, statue, affreschi, dipinti, vetrate, “parlavano” al popolo in epoche in cui la lettura era patrimonio di pochi e quella delle sacre scritture era comunque severamente proibita. E in questa iconografia gli autori del tempo immettevano le loro credenze non solo cristiane ma culturali, popolari, tradizionali, di costume, di arcaiche reminiscenze, di substrato pagano.
Chi le sa interpretare sa bene che vi si “legge” quel patrimonio culturale, storico e sociale che NON ci è pervenuto dai libri, perché, semplicemente, i libri erano monopolizzati dalla Chiesa e dal potere costituito che si pretendeva voluto da Dio stesso.
Se oggi conosciamo le vere radici dell’Europa, che non sono cristiane, ma sono pagane, celtiche, germaniche, classiche, slave, lo dobbiamo in buona parte a queste cattedrali “parlanti”.
Quegli atei che di ateo hanno solo il nome, ma che in realtà esprimono il loro ateismo inventandosi bestemmia e Pavoneggiandosi della propria ignoranza ed idiozia, e
denigrano le cattedrali in quanto cristiane, si mettono alla stregua dei cristiani che distrussero i templi pagani.
Un conto è accusare la Chiesa di aver fatto erigere edifici per imporre alle genti il proprio culto, e qui siamo d’accordo nel non giustificare un comportamento abietto che ci portiamo dietro da due millenni. Tutt’altro conto è “demolire” lavori che prima di essere opere religiose sono stati opere dell’ingegno umano, dell’inventiva e della intelligenza di progettisti, costruttori, mastri scalpellini, vetrai, muratori e via dicendo, e -soprattutto- sognatori che hanno voluto dare un tributo al Divino emulando la Natura nel raggiungere altezze simili a quelle di alberi e rocce, nell’imitare i giochi di luce e l’imponenza di boschi e radure tramite i colori delle vetrate, le capriate e le volte a crociera, nell’ispirarsi ai massicci alberi creando navate, colonne e capitelli fioriti.
Senza contare poi che tutti questi elementi architettonici erano ampiamente usati e conosciuti ben prima dell’avvento della Chiesa e adoperati secoli prima dell’avvento del cristianesimo, a cominciare dall’arco, prima vera sfida architettonica alla gravità.
Svilire così l’operato di masse di artisti ispirati non solo dal Divino ma principalmente dal mero e personale appagamento dell’esprimere creatività e del comunicare sentimento, significa essere sulla buona strada per diventare come quegli estremisti che hanno devastato i Buddha afgani, il museo di Mosul (coi reperti nientemeno che della città di Ninive, della quale hanno distrutto persino le mura), una cospicua parte dell’apparato museale del Cairo, Palmira e tante altre testimonianze delle nostre radici.
Se si potesse togliere quei capolavori al clero sarei il primo a farlo, ma le opere dell’ingegno umano vanno rispettate, protette, amate.
Altrimenti non si è uomini ma bestie.

(Grazie al gruppo : L'Arca del Libero Pensiero)

domenica 14 aprile 2019

MI CAPISCA. IO NON SONO COME UN MONDO COMUNE...

"Io vivo in un'altra dimensione e non ho tempo per le cose che non hanno un'anima.”
Charles Bukowski


NOI

Non sono sicuro di averti dentro di me, né di essere dentro di te, e neppure di Possederti ...
E in ogni caso, non è al POSSESSO che aspiro.
Credo invece che siamo entrambi dentro un altro essere che abbiamo creato..... e che si chiama ‘NOI’.