lunedì 8 giugno 2020

Quanti uomini ho sentito dire che desiderano una donna intelligente nella loro vita!..

Quanti uomini ho sentito dire che desiderano una donna intelligente nella loro vita!..

Io li incoraggierei a pensarci bene.

Le donne intelligenti
Prendono decisioni da sole, hanno desideri propri e mettono limiti.


Tu non sarai mai il centro della sua vita perché questa gira intorno a se stessa.

Una donna intelligente non si lascerà manipolare né ricattare, lei non ingoia colpa, si assume responsabilità.

Le donne intelligenti
mettono in discussione, analizzano, litigano,
non si accontentano, avanzano.


Quelle donne hanno avuto una vita prima di te e sanno che continueranno ad averla una volta che te ne sarai andato.

Lei sta per avvisare, non per chiedere il permesso.

Queste donne non cercano nella coppia un leader da seguire,
a un papà che risolva la vita, né un figlio da salvare.


Loro non vogliono seguirti né segnare la strada a nessuno,
Vogliono camminare accanto a te.

Lei sa che la vita senza violenza è un diritto,
non un lusso né un privilegio.

Loro esprimono rabbia, tristezza,
gioia e paura allo stesso modo,
Perché sanno che la paura
non le rende deboli nello stesso modo in cui la rabbia non le rende "maschili".


Queste due emozioni e le altre, tutte insieme, la rendono umana e basta!

Una donna intelligente è libera perché ha lottato per la sua libertà.

Ma non è una vittima, è sopravvissuto.

Non cercare di incatenarla
perché lei saprà come scappare.


Ricorda che l'ha già fatto prima.

La donna intelligente sa che il suo valore non risiede nell'aspetto del suo corpo
Né in quello che faccio con lui.


Pensaci due volte prima di giudicarla per età, altezza, volume o comportamento sessuale,
perché questa è violenza emotiva e lei lo sa.


Quindi... prima di aprire la bocca per dire che desideri
a una donna "intelligente" nella tua vita, chiediti se sei davvero fatto per inserirti alla sua.

sabato 16 maggio 2020

“Si dice che la vita sia composta da 12 stanze.

“Si dice che la vita sia composta da 12 stanze.
12 stanze in cui lasceremo qualcosa di noi che ci ricorderanno. 12 le stanze che ricorderemo quando saremo arrivati all’ultima. Nessuno può ricordare la prima stanza dove è stato, ma pare che questo accada nell’ultima che raggiungeremo.
Stanza, significa fermarsi, ma significa anche affermarsi. “La libertà che riprende stanza” è un modo dire.
Quando abbiamo trovato finalmente un posto dove fermarci abbiamo inventato le stanze. E gli abbiamo dato nomi, numeri e significati. La stanza dei giochi. La stanza della musica. le stanze della memoria. Sono infinite le stanze. Ma non ci pensiamo mai.
Sono così comuni nella nostra vita che le releghiamo ad essere vane chiamandole vani.
Poi ci sono le stanze con un carattere. Le stanze della gioia o del dolore. E stanze in cui rifugiarsi e quelle in cui recludersi.

Per ogni stanza che percorriamo apriremo una porta che ci porterà dentro e fuori da esse.
Le stanze sono vuote o piene e siamo noi a deciderlo. Come se le nutrissimo.
Ho dovuto percorre stanze immaginarie, per necessità. Perché nella mia vita ho dei momenti in cui entro in una stanza che non mi è molto simpatica detto sinceramente.
E’ una stanza in cui mi ritrovo bloccato per lunghi periodi, una stanza che diventa buia, piccolissima eppure immensa e impossibile da percorrere. Nei periodi in cui sono lì ho dei momenti dove mi sembra che non ne uscirò mai.
A volte si trova in un ospedale a volte a casa ma diventa sempre la stessa stanza. E’ una stanza talmente buia che anche gli affetti fanno fatica ad entrarci. Lo avverto, me lo hanno detto.
Ma anche lei mi ha regalato qualcosa, mi ha incuriosito, mi ha ricordato la mia fortuna. Mi ha fatto giocare con lei. Mi ha fatto cercare il significato di stanza, mi ha fatto incontrare storie di stanze. E delle stanze dentro al lavoro degli uomini. Che ne condizionano le scelte o ispirano loro malgrado. Quasi tutte le creazioni dell’uomo avvengono in una stanza. Che la vita quindi non è un tempo ma uno spazio. Infinito.
E mi ha fatto ridisegnare il concetto di stanza.
La mia stanza antipatica mi ha insegnato che Chopin scrisse i suoi Preludi dopo che avevano bruciato la sua stanza a Mallorca, che Cage compose stanze, che Bach fu il primo compositore ufficiale di stanze. Lo sapevate che le canzoni prima si chiamavano stanze? Si, perché la stanza è anche una poesia.
E poi che Orfeo entrò nelle stanze internali per fare il patto, che Rachmaninov si chiuse in una stanza e ne uscì suonando un brano di Sgambati su Orfeo e altro ancora.
E così ho imparato a inventare stanze da percorrere e mi ha dato la possibilità di scrivere queste 12 stanze nascoste, di costruirle. Mi ha fatto diventare oltre che compositore meteorologo, compositore pneumologo o compositore oceanografo anche un compositore carpentiere”.
Ezio Bosso

È morto Ezio Bosso, il pianista che sapeva commuovere. 15/05/2020

IO LI CONOSCO I DOMANI CHE NON ARRIVANO MAI
Ezio Bosso è morto oggi all’età di 48 anni, dopo che nel 2011 gli era stata diagnosticata una malattia neuro-degenerativa.
Direttore d’orchestra, compositore e pianista capace di emozionare come pochi, Ezio Bosso possedeva anche il dono della scrittura.
Esattamente un mesa fa, sulla sua pagina Facebook, il compositore aveva postato una riflessione su quanto stava accadendo.
Una poesia sulla fragilità della vita, sull’incertezza del domani, sulla possibilità di rinascere quanto tutto sembra perduto.
La sua sensibilità straordinaria, la sua capacità di cogliere i suoni e le vibrazioni del mondo e del cuore umano, non saranno cancellate e continueranno a vivere nella sua musica e nelle parole che ci ha lasciato.

IO LI CONOSCO I DOMANI CHE NON ARRIVANO MAI
Io li conosco i domani che non arrivano mai
Conosco la stanza stretta
E la luce che manca da cercare dentro

Io li conosco i giorni che passano uguali
Fatti di sonno e dolore e sonno
per dimenticare il dolore

Conosco la paura di quei domani lontani
Che sembra il binocolo non basti

Ma questi giorni sono quelli per ricordare
Le cose belle fatte
Le fortune vissute
I sorrisi scambiati che valgono baci e abbracci

Questi sono i giorni per ricordare
Per correggere e giocare
Si, giocare a immaginare domani

Perché il domani quello col sole vero arriva
E dovremo immaginarlo migliore
Per costruirlo

Perché domani non dovremo ricostruire
Ma costruire e costruendo sognare

Perché rinascere vuole dire costruire
Insieme uno per uno

Adesso però state a casa pensando a domani
E costruire è bellissimo
Il gioco più bello
Cominciamo

giovedì 14 maggio 2020

STARE CON ME...

Stare con me è difficile...impegnativo, lo so e l’ho sempre saputo.
Sono una di quelle che vive di piccoli gesti e di attenzioni.
Un fiore, qualche bella parola, una cena fuori, una canzone, una porta tenuta aperta per farmi passare per prima, uno sguardo ogni tanto.
Sono una di quelle che danno peso alle parole. A quali vengono scelte, come vengono dette, al tono di voce. E le parole, quelle che segnano, devi dirle bene. Devi dimostrarle bene.
Sono una di quelle che non si accontenta, mai. Non mi accontento di un amore mediocre, di una relazione mediocre, di un uomo mediocre.
Sono una di quelle che ama la propria libertà, e proprio perchè la amo mi rifiuto di metterla da parte per il primo che promette amore eterno. Che poi si sa, le parole se le porta via il vento.
Sono una di quelle che è capace di mettersi a ballare senza musica sotto la pioggia, solo per sentirsi un po’ più viva, un po’ più libera, un po’ più selvaggia.
Sono una di quelle che se c’è una strada dritta, spianata, distesa sceglie quella più tortuosa, più diroccata e insidiosa, ma che in un modo o nell’altro arriva alla meta.
Sono una di quelle che non rimane indifferente o zitta se una cosa non le sta bene. No. Io sono una di quelle che sbatte pugni contro il muro, che si incazza e bestemmia contro il cielo per farsi sentire.
Sono una di quelle che non tieni in un angolo, perchè se voglio stare in disparte mi ci metto da sola.
Sono una di quelle che non sceglie chi giura amore o chi ostenta affetto in pubblico, ma che sceglie quelli con l’anima in fiamme, delusi e feriti e che per strappargli uno sguardo amorevole devi pregare, perchè se scegli loro stai sicura che ti distruggeranno, ma ti ameranno davvero.
Sono una di quelle che fa ciò che vuole, come vuole, con chi vuole, anche pentendosene ma lo fa perchè in quel momento vuole così.
Sono una di quelle che indossa un sorriso e la sua armatura e non la vedi crollare neanche se ti impegni, anche se poi magari crollo a casa da sola e piango... piango fino a finire le lacrime...
Sono una di quelle che passa le nottate sveglia, perchè la notte è per persone vere.
Sono una di quelle che vede e sente tutto, ma che non lo dà a vedere per poi colpirti e farti male quando vuole.
Sono una di quelle che incassa colpi su colpi ma non cade, e se cade si rialzerà sempre una volta in più. Perchè mi è stato insegnato così: toccare il fondo per avere più spinta.
Sono una montagna russa, io.
E tu preferisci le giostre a cavalli...
Vai...fai il giro sulla tua giostra a cavalli...
Tanto poi avrai solo voglia di scendere sognando e ricordando l’effetto che fa... andare sulle montagne russe.

ALLE DONNE PIACCIONO GLI UOMINI SICURI.

Alle donne piacciono gli uomini sicuri. Quelli che se si chiede "Dove andiamo oggi?" ti dicono un posto, e non il solito "Non so, decidi tu".
Alle donne piacciono gli uomini che se vogliono un bacio glielo danno, le prendono alla sprovvista, quando meno se lo aspettano.
Quegli uomini che se dicono una cosa la fanno, che non vivono nei "Ma", nei "Forse", che sanno decidere e che dimostrano di amare.