mercoledì 3 marzo 2021

SOGNO


Occorre avere un sogno.
Non importa che sia un sogno realizzabile o meno, anzi se lo si realizza è bene inventarsene subito uno nuovo.
Occorre avere un sogno da coccolare, che ci tenga in sospeso, su cui riflettere per la sua realizzazione.
Dobbiamo renderlo partecipe della nostra vita perché lui ci doni in cambio la voglia di spingerci avanti, oltre i nostri limiti.
Occorre avere un sogno che ci faccia dimenticare per un attimo la realtà, darci respiro, e sollevarci da terra prima di non averne più la forza e finire ad accontentarsi di sopravvivere di quello che si ha già.

 

sabato 6 febbraio 2021


Una persona perbene.
In una giungla di intrighi, tradimenti, urla, pagliacci, felpe, prosciutti, volgarità e bassezze Giuseppe Conte è sempre rimasto quello che è stato.
Una galantuomo.
Una persona semplicemente perbene, chiamata a tenere le redini di un Paese disastrato, nel momento più disastroso.
Lo hanno tradito, pugnalato, infangato, insultato.
Lo hanno accusato di tutto e il giorno dopo del contrario.
Ma non si è mai lasciato trascinare.
Gli hanno consegnato una 500 scassata appesantita da colossali debiti e ingolfata da corruzione, inefficienza, burocrazia, lacci e ruberie, e gli hanno rimproverato di non farla correre come una Ferrari.
Se chiudeva gli dicevano di aprire, se apriva gli dicevano di chiudere; se decideva lo accusavano di essere un dittatore, se delegava lo accusavano di scaricare responsabilità.
Ha tirato fuori l’Italia dalla prima ondata con decisioni che pochi altri avrebbero saputo prendere in Occidente.
E in Europa ha ottenuto più di chiunque altro. Come nessun altro.
Oggi tutti parlano di Recovery Fund, di occasione storica, di soldi mai visti prima, dimenticando che è stato lui a ottenere tutto questo. Lui ha portato quei soldi e ora gli altri si avventano famelici per averli.
Ha commesso errori e ne ha commessi tanti.
Come sono stati commessi in ogni nazione alle prese con una crisi mai vista.
Ma nessuno ha mai tirato fuori la formula magica per tenere in vita contemporaneamente economia ed esseri umani in un paese in cui non ha mai funzionato un cazzo. Però tutti a dare lezioni.
Ma due errori imperdonabili Giuseppe Conte ha commesso su tutti. Essere troppo popolare.
Ed essere stato una persona perbene.
Di essere stato ingenuo. Di essersi fidato.
Ha commesso l’errore di non essere un cinico figlio di puttana della politica. Uno di quelli che tradiscono, accoltellano per poi essere acclamati col titolo di “abile politico”.
Ha commesso l'errore di non essere stato lupo tra i lupi.
Ma almeno lui la mattina potrà alzarsi e guardarsi allo specchio. E sentire la leggerezza di una coscienza pulita, di chi ha fatto in buona fede tutto ciò che poteva, col poco che aveva.
E questa sensazione, rara in politica, non la donerà mai nessuna poltrona.
Conquistata col tradimento, il sotterfugio e l’inganno.
Per questo grazie di tutto, presidente.
Emilio Mola


martedì 19 gennaio 2021

PIANGO...


 
Questa lettera va a me stessa… a me che, ogni volta che piango e qualcuno mi chiede cosa sia successo, mi limito a dire che mi bruciano gli occhi.
Va a me… A me, che cerco di sorridere anche quando sembra impossibile, a me che guardo allo specchio e vedo le rughe dell’età, alla mia fottuta sensibilità che mi fotte nel vero senso della parola, perché fa approfittare gli altri di me. Va a me, al mio essere troppo buona e spudoratamente generosa.
Va a me che quando cado trovo sempre la forza di rialzarmi, a me che guardo intorno e vedo tante, tantissime luci, una città colorata… ma poi mi guardo intorno e vedo sorrisi spenti.
Questa lettera va a me, ai miei sorrisi, alle mie lacrime sprecate, alle mie grida, ai miei momenti di pazzie, ai miei momenti noiosi, semplicemente a me stessa.
Va a me, che quando devo aiutare gli altri sono un’esperta e quando devo aiutare me stessa, non sono neanche una dilettante.
A me, che trovo sfogo in una stupida sigaretta, a me che faccio l’indifferente e poi dopo piango, a me che quando mi trovo sola mi sento ansiosa perché i miei pensieri mi occupano la mente.
A me, che do tanto amore alle persone e non vengo mai ricambiata.
A me che sono stata delusa, a me… Una me che molte volte non riesco ad accettare, ma con la quale sto imparando a convivere, una me che tutti hanno cercato di cambiare, ma che nessuno è riuscito a farlo.
Mi vedo…un passo dal cambiamento, dalla voglia di essere presente a me stessa, ai miei sogni. Ma come tutti i cambiamenti, prima che diventino qualcosa c’è la confusione, la paura, la solitudine.
Ora mi sento persa dentro mille pensieri e parole, ma un giorno tutte queste vite che sto vivendo mi daranno ragione di quello che sono e sarò. Nel ritrovarmi mi sono accorta di aver lasciato qualcosa per strada ma è questo il momento di continuare il viaggio, con prospettive nuove.
Non devo aggrapparmi solo al passato, ma devo attingere ora da me stessa, da questo mio presente, doloroso sì, ma ricco di prospettive di me, dei miei sogni, dei miei desideri; ricordo di aver letto da qualche parte: “ i sogni sono mere rappresentazioni dei nostri più reconditi desideri, né via di fuga, sono al contrario strade maestre da percorrere”.
Ascolto me stessa i miei sogni, il gusto del bello che da sempre mi seduce, vela i pensieri dei miei desideri più veri, dei miei ideali, ho certezza che tutto questo non è vano, non è destinato a perdersi per sempre. Sono onde di un mare che non conosce né confini né tempeste e quando lo sconforto sarà più grande dei miei desideri allora mi affaccio alla finestra, guardo quella montagna che ho davanti, ascoltando il suono e godere del suo profumo farmi accarezzare dal vento che soffia leggero, come un giorno…leggeri saranno i miei affanni.
Penso che per ognuno di noi c’è un giardino, fatto di memorie, parole, profumi e suoni, che germoglia di anno in anno, attraverso il nostro cuore.
Quando la vita morde ed il pianto sembra vano, là troverò sempre me stessa e chi mi ama.

sabato 2 gennaio 2021

ASSISTENZA TECNICA....


Assistenza tecnica: - “Salve, come posso aiutarla?”
- “Mmmmm…. Ho pensato di installare di nuovo l’Amore. Mi può aiutare?”
- “Certamente. Se è pronta, possiamo farlo adesso.“
- “Penso di si. Da che cosa inizio?”
- “Prima di tutto, apra il “Cuore”. Lo sa dove ce l’ha, il Cuore?
- “Si, ma posso installare l’Amore se lì ho anche altri programmi?
- “Quali programmi ha attivi?“
- “Eeeeeeh… Ho “I vecchi rancori”. “La bassa autostima”. “La delusione e la frustrazione”
- “I vecchi rancori” non sono un problema, l’Amore li sposterà gradualmente dalla memoria ma conserverà come i file temporanei. Lo stesso dicasi della “Bassa autostima”. Ma lei deve cancellare “La delusione e la frustrazione”, perché ostacolano installazione del programma.“
- "Ma non so come cancellarli.”
- “Allora, vada al menu Start e provi a cliccare il “Perdono”. Clicchi finché non si cancelleranno “La delusione e la frustrazione.”
- “Oh, ok! Ci sono. E’ iniziato, da solo, il download dell’Amore.. E’ normale?”
- “Si, ma è un programma di base, l’upgrade finale aggiunge “Altri Cuori”.
- "Mi scrive “Errore. Il programma non funziona con i componenti interni.” Che significa?”
- “Significa che l’Amore già funziona con i componenti interni ma non è ancora nel suo Cuore. Per farlo, deve iniziare ad amare se stesso.”
- “Che devo fare?”
- “Clicchi su “Auto accettazione” e poi carichi i file “Auto perdono” ed “Essere consapevoli dei propri pregi e difetti”.
- “Fatto”.
- “Ora copi tutto nel “mio cuore” e il sistema provvede. Però deve cancellare a mano, da tutti i menu, “L’autocritica verbosa”, e svuotare il Cestino. Non carichi mai più “L’autocritica verbosa.“
- “Ci sono! Il “Mio Cuore si sta riempiendo di nuovi file. Vedo il “Sorriso”, “L’equilibrio dell’anima”. Succede sempre così?”
- “Non sempre… a volte serve più tempo. Un dettaglio solo: “L’amore” è un software gratuito. Ma per farlo funzionare deve regalarlo agli altri e loro vi regaleranno le loro versioni…”
 
~ Nikolay Bulgakov ~

 

venerdì 18 dicembre 2020

STARE CON ME...

Stare con me è difficile, lo so e l’ho sempre saputo. Sono una di quelle che vive di piccoli gesti e di attenzioni. Un fiore, qualche bella parola, una cena fuori, una canzone, una porta tenuta aperta per farmi passare per prima, uno sguardo ogni tanto. Sono una di quelle che danno peso alle parole. A quali vengono scelte, come vengono dette, al tono di voce. E le parole, quelle che segnano, devi dirle bene. Devi dimostrarle bene. Sono una di quelle che non si accontenta, mai. Non mi accontento di un amore mediocre, di una relazione mediocre, di un uomo mediocre. Sono una di quelle che ama la propria libertà, e proprio perchè la amo mi rifiuto di metterla da parte per il primo che promette amore eterno. Che poi si sa, le parole se le porta via il vento. Sono una di quelle che è capace di mettersi a ballare senza musica sotto la pioggia, solo per sentirsi un po’ più viva, un po’ più libera, un po’ più selvaggia. Sono una di quelle che se c’è una strada dritta, spianata, distesa sceglie quella più tortuosa, più diroccata e insidiosa, ma che in un modo o nell’altro arriva alla meta. Sono una di quelle che non rimane indifferente o zitta se una cosa non le sta bene. No. Io sono una di quelle che sbatte pugni contro il muro, che si incazza e bestemmia contro il cielo per farsi sentire. Sono una di quelle che non tieni in un angolo, perchè se voglio stare in disparte mi ci metto da sola. Sono una di quelle che non sceglie chi giura amore o chi ostenta affetto in pubblico, ma che sceglie quelli con l’anima in fiamme, delusi e feriti e che per strappargli uno sguardo amorevole devi pregare, perchè se scegli loro stai sicura che ti distruggeranno, ma ti ameranno davvero. Sono una di quelle che fa ciò che vuole, come vuole, con chi vuole, anche pentendosene ma lo fa perchè in quel momento vuole così. Sono una di quelle che indossa un sorriso e la sua armatura e non la vedi crollare manco se ti impegni, anche se poi magari crollo a casa da sola. Sono una di quelle che passa le nottate sveglia, perchè la notte è per persone vere. Sono una di quelle che vede e sente tutto, ma che non lo dà a vedere per poi colpirti e farti male quando vuole. Sono una di quelle che incassa colpi su colpi ma non cade, e se cade si rialzerà sempre una volta in più. Perchè mi è stato insegnato così: toccare il fondo per avere più spinta. Sono una montagna russa, io. E voi preferite le giostre a cavalli.
 

sabato 5 dicembre 2020

NON MI FERIRE


 

Non mi ferire,
perché ci ha già duramente pensato la vita.
Non giudicarmi,
perché non hai mai portato il mio dolore.
Non mi riversare addosso colpe,

quando già fatico a portare le mie.
Non mettermi il peso di parole amare,
quando ho macigni sulle spalle.
Sfiorami con una carezza,
quando mi vedi tremare.
Baciami con parole di pace,
quando vorrei piangere.
Avvicinati con comprensione,
se non capisci i miei silenzi.
Fasciami le ferite dell’anima,
con la dolcezza di uno sguardo.
Sollevami dalla fatica della solitudine,
con un sorriso sincero.
E amami con la stessa certezza,
con cui un’alba pone fine alla notte
❤️

@nelmio cuore per sempre