martedì 5 ottobre 2010

Amicizia




Non posso darti soluzioni per tutti i problemi della vita
Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori, però posso ascoltarli
e dividerli con te.
Non posso cambiare nè il tuo passato nè il tuo futuro. però quando serve
starò vicino a te.
Non posso evitarti di precipitare, solamente posso offrirti la mia mano perchè
ti sostenga e non cadi.
La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono miei.
 Però gioisco sinceramente quando ti vedo felice.
Non giudico le decisioni che prendi nella vita, mi limito ad
appoggiarti, simolarti ed aiutarti se me lo chiedi .
Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,
Però posso offrirti lo spazio necessario per crescere.
Non posso evitare la tua sofferenza, quando qualche pena ti tocca il cuore,
Però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo.
Non posso dirti nè cosa sei nè cosa devi essere
solamente posso volerti come sei ed essere tua amica.
In questo giorno pensavo a qualcuno che mi fosse amico, in
quel momento sei apparso tu....
Non sei nè sopra, nè sotto nè in mezzo nè in testa e nè alla fine della lista.
Non sei nè il numero 1 nè il numero finale e nè tanto meno ho
la pretesa di essere il numero 1 la 2 o la 3 della tua lista
Basta che mi vuoi come amica
Non sono gran cosa, però sono tutto quello che posso essere.

Jorges Luis Borges

domenica 3 ottobre 2010

Le vostre mani e le loro menzogne

Le vostre mani austere come pietre, meste come nenie intonate in prigione, 
massicce e enormi come animali strani, 
e vostre mani simili a volti crucciati di bimbi affamati. 

Le vostre mani rapide e solerti come api, 
pesanti come seni colmi di latte, 
valorose come la natura, 
le vostre mani che celano una familiare tristezza sotto la ruvida pelle. 
Il mondo non si regge sulle corna dei buoi, 
mondo è retto dalle vostre mani. 
O uomini, uomini miei! 
Vi nutrono di menzogne, 
mentre affamati 
avete bisogno di pane e carne. 
E senza aver neppure una volta mangiato a sazietà 
Ad una tavola coperta di bianca tovaglia 
Abbandonate questo mondo 
E i suoi alberi carichi di frutta. 
O uomini, uomini miei! 
Soprattutto voi dell' Asia, del Medio e Prossimo Oriente, 
delle isole del Pacifico e della mia terra, 
che superate il settanta per cento del genere umano, 
antichi le riflessivi, siete, come le vostre mani
e come le vostre mani giovani e curiosi ed entusiasti.
 O uomini, uomini miei! 
Voi dell' Europa, voi dell' America 
Siete audaci, siete vigilanti, 
indulgenti siete come le vostre mani,
e come le vostre mani facili all' inganno, facili all' illusione… 

O uomini, uomini miei! 
Se mentiscono le antenne, 
se le tipografie mentiscono, se mentiscono le insegne sui muri 
e gli avvisi del giornale, e se mentiscono sul bianco schermo le nude gambe delle danzatrici, 
se mentiscono le preghiere, 
se i sogni mentiscono, 
se mentiscono le nenie, se mentisce il suonatore nella taverna, 
se dopo una giornata disperata mente nella notte il raggio di luna, 
se mentiscono le parole, 
se mentiscono i colori, 
se le voci mentiscono,se tutti coloro che sfruttano il lavoro 
delle vostre mani ed ogni cosa ed ognuno mentisce, 
eccetto che le vostre mani 
è solo per renderle pieghevoli come argilla bagnata, 
cieche come l' oscurità, 
stupide come cani da pastori, 
è per frenarle nella rivolta 
che prende ad abbattere 
il regno degli strozzini e la sua tirannia su questo meraviglioso e fugace mondo 
dove siamo per un soggiorno così breve. 

Nazim Hikmet



''La parola è un'ala del silenzio.''



"C'è sempre un angolo di silenzio nelle più sincere confessioni delle donne. ''


''Una parola muore appena detta: dice qualcuno. 
Io dico che solo in quel momento comincia a vivere.''


"Un vero amore non sa parlare."



sabato 2 ottobre 2010

Le vittime della Cisl




 Le parole più pesanti sono quelle dell'Avvenire, quotidiano cattolico  portavoce dei vescovi che parla di sede Cisl "assaltata" da "un manipolo di facinorosi " e di guerriglia a senso unico. Una vera e propria manipolazione della verità perchè la  sede Cisl di Livorno non è stata assaltata ma soltanto fatta segno ad un serrato lancio di uova e di palloncini pieni di acqua colorata.  Qualcuno aggiunge  le pietre ma la presenza di queste deve essere provata . Non c'erano pietre!
 In Sicilia si dice che quando qualcuno  "avi u carboni vagnatu", cioé ha la coscienza sporca, si aspetta davvero il peggio e grida fingendosi spaventato anche dinanzi a innocue manifestazioni di dissenso. Per il petardo tirato da Rubina a Bonanni si è parlato di intenzione di uccidere, il leader della Cisl ha detto di aver temuto per la sua vita, il ministro Sacconi ha mugugnato per il mancato arresto della giovane contestatrice e tuttora si lamenta del "perdonismo". Non bisogna perdonare niente a nessuno! Bisogna essere durissimi con tutti specialmente con coloro che contestano gli Oligarchi e le istituzioni che
galleggiano ed ingrassano in una realtà sociale intrisa di  disperazione, di infelicità, di terrore per un futuro sempre più incerto.
Oggi tutta la stampa italiana grida scandalizzata contro i metalmeccanici di Livorno che hanno protestato contro un abuso di potere.  Un accordo che li priva di diritti e salario perpetrato in un ambigua temperie giuridica senza certezza di regole. Gli obiettivi dei lai e degli alti strilli dei pennivendoli sono orientati ad un tentativo di criminalizzazione della Fiom (la stampa di Torino), di richiesta di ulteriori prese di distanza della CGIL dai reprobi massimalisti, di un baubau di terrorismo prossimo venturo.
E qui la storia di Livorno si congiunge con quella del direttore di "Libero". Maroni dichiara che si aspetta il peggio, che avremo altri tentativi di omicidio di esponenti della Nomenclatura, ed ha già provveduto a rafforzare la scorta a Belpietro. L'Italia è un paese in cui la polizia viene usata  alla grande per la protezione di personaggi dell'establischmen. Non c'è paese in Europa in cui si vedano  i politici circondati da  ridicole folle di agenti di protezione. Una classe  dirigente che ostenta la scorta come status simbol e se ne serve come barriera di separazione dalla gente comune.
Siamo alla Milano di Manzoni in cui ogni Don Rodrigo ha un gruppo di bravi che bivacca nella corte di casa. Solo che qui i Don Rodrigo sono davvero diventati tanti e tutto il mondo guarda stupefatto il Bel Paese in cui  sfrecciano cortei di lussuosissime automobili blindate piene di agenti  al seguito dei potenti politici. Lo Stato è una specie di massaria al servizio degli Oligarchi  e le guardie sono i loro campieri.  .
 In effetti, i metalmeccanici di Livorno ed i loro colleghi di tutta Italia sono vittime della Cisl e dell'Uil, vittime di una prepotenza mafiosa: la firma di un contratto di lavoro che non è valido soltanto per gli aderenti alla Cisl ed Uil  (che sono una minoranza), ma vige per tutta la categoria, per i quasi due milioni di metalmeccanici. Questo contratto è stato firmato ed imposto senza un referendum degli interessati. La Confindustria e la Fiat che sono stati tanto solerti ad imporre il referendum a Pomigliano d'Arco sperando in un plebiscito in loro favore, si guardano bene dal sottoporre questo contratto a verifica. Esercitano una violenza mafiosa che produce un terribile danno morale, economico e giuridico ai lavoratori. Questi non hanno alcun modo di reagire anche perchè il governo che dovrebbe garantire l'imparzialità e dovrebbe impedire le forzature sta dalla parte della Confindustria e della Cisl ed Uil. Ha elaborato la teoria della complicità delle sigle ai danni dei lavoratori e di chi non ci sta. Chi si oppone è estremista e non è patriottico. In Parlamento non esiste un solo gruppo disposto a stare dalla parte della ragione e dei lavoratori. L'opposizione del PD è confindustrialista e patriottica disposta solo a rimproverare chi protesta. "Ma che andate cercando con questi chiari di luna"? "Non sapete che il vostro comportamento scoraggia gli investitori stranieri e nostrani che preferiscono la Serbia o la Tunisia"? Anche gli Oligarchi del PD pressano la Fiom e vorrebbero che accettasse le deroghe al ccnl e che rinunziasse ai grilli che ha per la testa.....
  Colpisce l'attiva partecipazione della Chiesa al processo sempre più veloce di riduzione dei diritti dei lavoratori italiani. Il Papa in persona avevano esortato i giovani a non pensare al posto fisso ma a cercare in Dio la consolazione della loro vita. A Genova il Cardinale Bagnasco ha benedetto l'accordo tra la Confindustria e la CGIL per un recupero dell'unità sindacale e della collaborazione con il padronato così come oggi vuole il  governo. Insomma una adesione della CGIL alla dottrina della complicità antioperaia che Sacconi ha portato avanti con Cisl ed Uil e che avrà un momento significativo nel prossimo accordo che sostituirà lo Statuto dei Lavoratori con una roba gradita al padronato italiano.
  E' vero che in Italia c'è molta violenza. E' la stessa che ha spinto Vincenzo a suicidarsi a Castellamare dopo mesi di mancanza di reddito, dopo aver lasciato a casa i figli digiuni. E' la violenza di Berlusconi e della destra italiana contro i professori messi sulla colonna infame del parassitismo e del clientelismo e licenziati a diecine di migliaia. E' la violenza del miserabile reddito di quindici milioni di famiglie a meno di mille euro mensili. E' la violenza di ritmi di sfruttamento che producano quattro morti al giorno ed una quantità infinita di feriti, mutilati, malati. E' la violenza di un fascismo sociale al quale partecipano quasi tutti i sindacati che impone giorno dopo giorno, accordo dopo accordo la rinunzia a diritti conquistati o dovuti per legge.  Lavoro contro Diritti! Se vuoi guadagnarti il pane devi sottostare alle condizioni che decidiamo noi!
  La CGIL dovrebbe riflettere sulla sortita della parte più combattiva del corteo di Livorno
e capire che la sua adesione al collaborazionismo filopadronale farà contento Bersani e Letta, ma crea un vuoto pericoloso. La gente si sente sola senza sindacato e senza partito.
Si sente in balia di una realtà sempre più dura ed infame. Mentre in Francia, in Spagna ed in Grecia i lavoratori combattono inquadrati dai loro  sindacati, in Italia sono costretti a staccarsi da un corteo per fare giungere ai giornali la loro protesta contro l'aggressione sociale che stanno subendo. Giornali che li mettono subito in graticola e ne fanno potenziali terroristi di domani. Quando a  sinistra si crea un vuoto, nel vuoto si sviluppa una spirale di disperazione e di odio. Io spero che si sviluppi un sindacato del tutto nuovo ma che sia la copia esatta di ciò che era la CGIL di Di Vittorio, Novella, Santi, Foa. Io spero che questi sindacati  felloni e complici del padronato   vengano ripudiati e privati della fiducia che i lavoratori hanno avuto per loro.

 Pietro Ancona
già sindacalista CGIL, già membro CNEL

HASTA LA VICTORIA SIEMPRE, Presidente Correa


"Hasta la victoria siempre". "La rivoluzione dei cittadini non la ferma nessuno - ha detto Correa dopo la liberazione, parlando ai suoi sostenitori - hasta la victoria siempre. Qui da noi non finirà come in Honduras", anche se quello di ieri "è stato il giorno più duro del mio governo". Controlacrisi.org esprime il proprio sostegno al Presidente dell'Ecuador Correa ed a tutto il popolo dell'Ecuador che è riuscito ad evitare l'ennesimo colpo di stato dei poteri forti contro la democrazia e le riforme sociali. Il sogno del socialismo del XXI secolo continua. Hasta la victoria siempre presidente!


Hasta la victoria siempre presidente! 
http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=8648&catid=39&Itemid=68

venerdì 1 ottobre 2010

Canto



Passato l'inverno ella tornò a ballare
E con il suo canto giunse la primavera,
come una felice allodola o una rondine leggera.

Ed un fiume che scorre dolce verso il mare.
E quando ai suoi piedi spuntarono i fiori,
non desiderò altro che starle accanto.
Poterla accompagnare nel ballo e nel canto,
sull'erba fresca dai mille colori..

Il dolore e la paura


Il dolore e la paura,

certe volte si nascondono nel buio di una cupa idea,

quella di non farcela più.

Si guarda il cielo con gli occhi della speranza,

perchè un barlume di luce,

possa accendere il coraggio di risalire da quell’abisso.